Il liquido refrigerante dei condizionatori portatili

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Una delle componenti fondamentali di qualunque condizionatore, sia fisso che portatile, che ne permette il funzionamento è il liquido refrigerante.

Il liquido refrigerante per un condizionatore è un po’ come per noi il sangue: nel nostro corpo, il sangue veicola calore da dove si produce (interno del corpo) a dove si disperde (la pelle), e lo stesso vale per il liquido refrigerante in condizionatore, che veicola il calore dall’interno della stanza all’esterno.

Sulle schede di sicurezza si parla sia di liquido refrigerante che di gas refrigerante, e il motivo è molto semplice: si tratta di due stati diversi della stessa sostanza, che per metà del suo percorso è allo stato liquido, per un’altra metà allo stato solido. Per cui se trovate le due diciture diverse nessun problema, sono esattamente la stessa cosa.

Più complesso è invece parlare della natura chimica dei gas refrigeranti dei condizionatori portatili, quindi di quali sono, di come sono composti, dove si trovano e come verificare se ci sono delle perdite, perché in certi (rari) casi possono essere pericolose.

Liquidi refrigeranti: quali sono

Iniziamo con il definire qual è la natura dei liquidi refrigeranti che si trovano nei condizionatori.

Ciò che che caratterizza questi liquidi è la semplicità con cui essi diventano liquidi e solidi, e il fatto che in questo passaggio non abbiano perdite di nessun tipo, per far durare il condizionatore più a lungo possibile. Il liquido refrigerante, comunque, a cose normali non lo vediamo mai: è infatti chiuso dentro un circuito da cui non esce, proprio come accade nel frigorifero, per cui si vede solamente nel caso in cui ci sia una perdita.

Per sapere quale liquido è presente nel nostro condizionatore bisogna far riferimento alle indicazioni del produttore, che si trovano scritte nelle istruzioni del condizionatore.

Bisogna specificare che ciò che cambia tra i vari liquidi è l’impatto sull’ambiente, quindi se sono più o meno ecologici, e il modo con cui il condizionatore è costruito; invece, dal liquido refrigerante non dipende la capacità di raffreddamento, che rimane sempre una cosa dipendente dalla potenza (BTU, kWh). Non si sceglie il condizionatore migliore in base al liquido refrigerante, quindi.

I refrigeranti vietati

I liquidi refrigeranti vietati sono i clorofluorocarburi e gli idrofluorocarburi, che sono stati i primi refrigeranti utilizzati nella storia. Se comprate un condizionatore oggi non ve li troverete sicuramente davanti, ma potreste trovarli in vecchi condizionatori o impianti.

Si chiamano HCFC e R22, rispettivamente, e non possono essere commercializzati per danni ambientali: un climatizzatore portatile può essere buttato (quando non più usato) nell’ambiente, dove a causa del cloro questi liquidi inquinano le falde acquifere, mentre i condizionatori fissi potrebbero avere perdite all’esterno: è per questo che non si possono più utilizzare, adesso.

I refrigeranti ammessi

Oggi i liquidi refrigeranti che troviamo sono tutti di natura sintetica, e i due più utilizzati si chiamano R407C ed R410A; se andate a vedere nelle specifiche del vostro condizionatore troverete sicuramente uno di questi due, o il nuovo R-32 simile all’R410A.

Il vantaggio di questi liquidi è che non creano danni all’ambiente, se vengono dispersi, perché sono molecole che vengono assorbite dal terreno e poi dalle piante, essendo quindi inglobate nel ciclo naturale: per questo si possono utilizzare senza problemi. I numeri e le lettere stanno ad indicare il numero dei singoli atomi che potrebbero avere impatto ambientale, con una classificazione determinata da ASHRAE: indicano la formula chimica del refrigerante, anche se per chi non si occupa di chimica la spiegazione è praticamente incomprensibile.

I gas refrigeranti sono infiammabili?

Per la classificazione chimica si, i liquidi refrigeranti sono infiammabili. Sono definiti infiammabili perché allo stato liquido, se colpiti con una scintilla, prendono effettivamente fuoco.

In condizioni domestiche, però, si possono considerare scarsamente infiammabili, per la concentrazione che hanno.

Bisogna infatti considerare che il liquido refrigerante, a temperatura ambiente, è gassoso, e viene reso liquido da una componente del climatizzatore che è il compressore. Se dovesse esserci una perdita di qualsiasi tipo, sia dalla parte liquida che dalla parte gassosa del circuito, questa sarebbe comunque gassosa, perché a temperatura ambiente il liquido diventa gas e il gas rimane gas.

Si considera che se anche tutto il refrigerante uscisse da un climatizzatore portatile, la sua concentrazione nell’aria di una stanza sarebbe comunque troppo bassa per potersi infiammare. Insomma, non può succedere l’effetto “fuga di gas” che fa scoppiare le palazzine, perché il gas refrigerante non è nemmeno lontanamente infiammabile come il gas che si trova all’interno delle bombole.

Da questo punto di vista si può stare tranquilli, anche perché spesso noi riceviamo condizionatori che hanno il circuito rovinato, quindi hanno perso gas refrigerante: nessuna casa si è mai incendiata, e le perdite sono una cosa relativamente comune, per cui per la sicurezza domestica non ci sono problemi.

I gas refrigeranti sono pericolosi se respirati?

In linea di massima, anche in questo caso, si, sono pericolosi perché tolgono spazio all’aria e potrebbero provocare asfissia in grandi quantità, togliendo spazio all’ossigeno.

Come già detto per l’infiammabilità, i parametri legali di sicurezza sono stati calcolati in modo che anche se tutto il gas uscisse dal climatizzatore non potrebbe essere pericoloso se respirato, perché la concentrazione nell’aria sarebbe comunque sotto il livello di sicurezza.

Di solito, quando c’è una perdita di refrigerante questa è lentissima e non ci si rende nemmeno conto che c’è stata, anche se il refrigerante (qualunque esso sia) è stato respirato.

Invece, se il climatizzatore fa un rumore improvviso e smette improvvisamente di riscaldare (non capita praticamente mai, succede solo ai tecnici che cambiano il liquido che comunque sanno come agire) potrebbe essersi creato un foro improvvisamente (caduta della macchina, calcio, macchina vecchia…); in questo caso si ha la sensazione che ci possa mancare l’aria, ma basta aprire le finestre e lasciare per qualche ora la stanza areata per evitare tutti i rischi derivanti dai gas refrigeranti dei condizionatori. In ogni caso, i gas refrigeranti attuali sono classificati come gas a scarsa tossicità.

Il cambio del liquido refrigerante

Il momento in cui si rischia di più quanto abbiamo appena detto è quando qualcuno cambia il liquido refrigerante in un condizionatore, perché lì oltre ad essere vicini il rischio, con le manovre di cambio, aumenta per l’operatore.

Per questo motivo il liquido refrigerante non si può cambiare da soli, ma bisogna sempre affidarsi a tecnici specializzati che sanno come comportarsi in caso di problemi. In ogni caso, quando c’è un tecnico che cambia il liquido refrigerante è sempre bene allontanarsi in un’altra stanza, e questo vale in particolar modo per i bambini.

Per il resto, di solito la maggior parte delle persone non cambia mai il liquido refrigerante del proprio condizionatore portatile, anche se noi consigliamo, almeno una volta ogni due anni, di fare questa operazione portando il condizionatore in assistenza.

I climatizzatori portatili, infatti, rimangono a lungo in garage o ripostigli (durante primavera, autunno e inverno) e in questi mesi potrebbe succedere qualcosa che fa avvenire piccole perdite di liquido. Non ce ne possiamo rendere conto da persone “normali”, ma devono verificarlo i tecnici che possono valutare la pressione del liquido nella macchina; se il refrigerante è stato perso l’efficienza di raffreddamento diminuisce, per cui man mano il condizionatore funzionerà sempre meno.

A volte vediamo persone lamentarsi di un condizionatore che dopo qualche anno non funziona più: di solito queste macchine non hanno danni meccanici o elettrici, ma hanno semplicemente perso un po’ di gas, diminuendo l’efficienza a parità di consumi elettrici: un intervento di cambio del liquido permetterà in poco tempo di recuperarla, evitando sia di buttare una macchina pagata diverse centinaia di euro, sia di continuare a utilizzarla spendendo di più (inutilmente) sulla bolletta elettrica.

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